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Perché conta · Economia · Export
2 novembre 2026 · 3 min di lettura

Nel 2025 l'agricoltura italiana ha prodotto 80,1 miliardi di euro, e l'Italia è il primo Paese dell'Unione europea per valore aggiunto agricolo. Se si aggiunge l'industria alimentare, la filiera vale 89 miliardi, il 4,4% di tutta l'economia del Paese. E nei primi undici mesi dell'anno il cibo italiano ha venduto all'estero per quasi 67 miliardi, il 5% in più del 2024.
Nel 2025 agricoltura, silvicoltura e pesca hanno prodotto beni e servizi per 80,1 miliardi di euro, il 3,9% in più rispetto ai 77,1 miliardi del 2024. Quasi tutta la crescita viene dai prezzi, saliti del 3,6%: le quantità prodotte sono aumentate solo dello 0,3%.
La ricchezza che resta al settore, tolti i costi di sementi, concimi, energia e servizi, si chiama valore aggiunto. Nel 2025 è stata di 46,6 miliardi, e su questa misura l'Italia è prima in Europa.
| Paese | Valore aggiunto agricolo 2025 | Quota sull'Ue |
|---|---|---|
| Italia | 42,5 miliardi | 16,9% |
| Spagna | 41,5 miliardi | |
| Francia | 34,4 miliardi | |
| Germania | 32,4 miliardi |
I dati europei usano un metodo di calcolo diverso da quello nazionale, per questo l'Italia vale 42,5 miliardi qui e 46,6 sopra (ISTAT).
Se ai campi si aggiunge l'industria che trasforma i loro prodotti in pasta, formaggi, vino e conserve, la filiera agroalimentare vale 89 miliardi di valore aggiunto. È il 4,4% di tutta l'economia italiana: su 100 euro di ricchezza prodotta nel Paese, più di 4 vengono dal cibo, dalla terra al prodotto finito.
Valore aggiunto agricolo nell'Unione europea, 2025 (miliardi di euro)
In Italia ci sono circa 1,13 milioni di aziende agricole: 1.133.023 all'ultimo censimento ISTAT (ottobre 2020) e 1.130.358 nella stima per il 2023. Sono il 30% in meno rispetto al 2010, e dal 1982 sono sparite quasi due aziende su tre. La superficie coltivata invece è calata poco: le aziende sono meno, ma più grandi.
Nel 2025 il lavoro nei campi è sceso dello 0,5%, ma il dato nasconde un cambio importante:
In pratica le aziende contano sempre meno sulla famiglia e sempre di più su persone da trovare e assumere.
C'è poi il lavoro fatto da altri per conto dell'azienda. Le attività di supporto all'agricoltura, come le lavorazioni per conto terzi, valgono 8,6 miliardi di euro. Nel 2025 sono costate di più, e secondo ISTAT sono state proprio le lavorazioni per conto terzi a spingere in alto i costi delle aziende.
Nei primi undici mesi del 2025 l'Italia ha esportato prodotti agroalimentari per quasi 67 miliardi di euro, il 5% in più dell'anno prima. Per l'anno intero ISMEA stima una chiusura intorno ai 73 miliardi, che sarebbe il valore più alto di sempre.
Nello stesso periodo l'export di tutta l'economia italiana è cresciuto del 3,1%: il cibo corre più veloce del resto del Paese. Chi coltiva in Italia ha un mercato che va ben oltre i confini.
Questi numeri dicono tre cose concrete.
L'agricoltura non è un settore del passato: è un settore in cui l'Italia è prima in Europa. La domanda è se la tua azienda ha le persone che le servono per restare al passo. Se la risposta è no, cominciare a cercarle oggi costa meno che rinunciare al prossimo raccolto.

Perché conta · Storia · Mezzadria
L'agricoltura è nata nel Vicino Oriente, dove le prime piante furono coltivate probabilmente circa 10.500 anni fa. Da lì sono arrivati villaggi, città, scrittura e calendario. In Italia ha disegnato il paesaggio: nel settore primario lavoravano 5,7 milioni di persone nel 1961, oggi circa 800 mila (ISTAT, 2024).

Terreni · Affitto agrario · Legge 203/82
L'affitto agrario "in deroga" è un contratto in cui proprietario e affittuario concordano regole diverse da quelle della legge sui contratti agrari. Vale solo se è firmato con l'assistenza delle organizzazioni professionali agricole. La regola ordinaria è una durata minima di 15 anni.