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Perché conta · Storia · Mezzadria
2 novembre 2026 · 3 min di lettura

L'agricoltura è nata nel Vicino Oriente, dove le prime piante furono coltivate probabilmente circa 10.500 anni fa. Da lì sono arrivati villaggi, città, scrittura e calendario. In Italia ha disegnato il paesaggio: nel settore primario lavoravano 5,7 milioni di persone nel 1961, oggi circa 800 mila (ISTAT, 2024).
Per la Treccani la più antica coltivazione documentata di frumento e orzo è a Gerico, nella fase tra il 10.000 e l'8300 a.C. I più antichi resti di animali addomesticati, di circa 11.000 anni fa, vengono da Zawi Chemi Shanidar, in Iraq.
Chi coltiva resta nello stesso posto. Nel Neolitico preceramico le comunità del Vicino Oriente diventano molto stanziali, con insediamenti estesi e architetture monumentali. L'agricoltura arriva in Europa circa 8.500 anni fa, portata da agricoltori in migrazione dall'Anatolia e dall'Egeo.
Nella Mesopotamia del IV millennio a.C. i campi irrigati con piccoli canali danno anche due o tre raccolti all'anno. Nasce la prima urbanizzazione. Uruk copre circa 70 ettari, che arrivano a circa 100 intorno al 2900 a.C. Templi e palazzi pagano il lavoro in orzo: un uomo adulto riceve circa 60 litri al mese, donne e bambini circa la metà.
Serve tenere i conti. Secondo la studiosa Denise Schmandt-Besserat, citata dalla Treccani, la necessità di contare nasce dalla pianificazione del raccolto. Fin dall'8000 a.C. circa i gettoni d'argilla rappresentano prodotti della terra e dell'allevamento. Alla fine del IV millennio a.C. i gettoni cedono il posto ai segni su tavoletta: è la scrittura. Tra i primi testi ci sono quelli dell'area del tempio di Eanna, a Uruk.
Anche il calendario segue i campi. Nell'Egitto antico le tre stagioni coincidono con la piena del Nilo, con il ritiro delle acque, quando si semina, e con il raccolto. Da lì nasce un calendario di 365 giorni, legato alla piena e alla levata di Sirio.
I Romani assegnavano la terra ai coloni con la centuriazione, una griglia di strade, decumani e cardini. Ogni quadrato, la centuria, aveva il lato di 20 actus e una superficie di 200 iugeri. Lo scopo era soprattutto il presidio militare, in seconda battuta demografico. I segni restano nella pianura di Capua, nell'area di Firenze, in gran parte dell'Emilia e nella Pianura Padana.
La mezzadria era un contratto diffuso soprattutto nell'Italia centrale. Il proprietario concede il podere, la famiglia colonica ci vive e lo lavora, i prodotti e gli utili si dividono a metà. La legge 15 settembre 1964, n. 756, all'articolo 3 stabilisce che non si possono stipulare nuovi contratti di mezzadria. I contratti stipulati contro il divieto sono nulli.
Dopo la guerra, ricorda l'ISTAT, le riforme agrarie ridistribuiscono terre ai contadini. Poi, tra gli anni Sessanta e Settanta, meccanizzazione e fertilizzanti riducono la manodopera rurale a favore dell'industria. Gli attivi nel settore primario passano da 9,4 milioni nel 1931 a 5,7 milioni nel 1961. Sono 1,6 milioni nel 1991 e circa 800 mila nel 2024. Dal 1861 la loro quota sulla popolazione attiva scende dal 70% a poco più del 3%.
Persone al lavoro nel settore primario in Italia (agricoltura, foreste e pesca)
Le aziende agricole erano 4,2 milioni nel 1930, sono 1,1 milioni nel 2023. La superficie agricola totale è scesa da 26,3 milioni di ettari nel 1930 a 15,9 nel 2023. Nel 2023 meno della metà delle aziende (48,8%) coltiva solo terreni di proprietà: nel 2010 erano il 73,3%.
Generazioni prima di noi hanno coltivato questa terra. C'è un terreno fermo che qualcuno potrebbe tornare a coltivare?

Perché conta · Economia · Export
Nel 2025 l'agricoltura italiana ha prodotto 80,1 miliardi di euro, e l'Italia è il primo Paese dell'Unione europea per valore aggiunto agricolo. Se si aggiunge l'industria alimentare, la filiera vale 89 miliardi, il 4,4% di tutta l'economia del Paese. E nei primi undici mesi dell'anno il cibo italiano ha venduto all'estero per quasi 67 miliardi, il 5% in più del 2024.

Terreni · Affitto agrario · Legge 203/82
L'affitto agrario "in deroga" è un contratto in cui proprietario e affittuario concordano regole diverse da quelle della legge sui contratti agrari. Vale solo se è firmato con l'assistenza delle organizzazioni professionali agricole. La regola ordinaria è una durata minima di 15 anni.